Rendicontazione


La Guida ... in primo piano

La Guida ... in primo piano - CASSA del TRENTINO
 
 
 

Chi può presentare il Modello e chiedere l’erogazione del contributo:

1) Il Modello può essere presentato da:
a. il richiedente,
b. uno dei soggetti che hanno presentato la domanda di contributo in qualità di comproprietari.

NOTA.-
Nel caso 1) le fatture possono essere:
- intestate a uno solo dei soggetti che hanno fatto la domanda di contributo,
- intestate in parte a un soggetto e in parte a un altro,
- intestate a tutti i soggetti (fatture cointestate).

Sarà poi il soggetto che chiede il pagamento del contributo, eventualmente, a dividere l’importo, con i soggetti che ne hanno diritto (potenzialmente sono tutti).

2) tutti i soggetti che hanno fatto la domanda di contributo (richiedente e comproprietari), ciascuno per la propria quota parte (è possibile indicare la propria quota solo in percentuale e non per importo.)

NOTA.-
Nel caso 2) le fatture possono essere intestate in parte a un soggetto e in parte a un altro, oppure possono essere intestate a tutti i soggetti (fatture cointestate).

I casi di cui sopra devono rispettare i modi con i quali sono stati eventualmente chiesti gli acconti.
Infatti, se l’acconto è stato pagato al solo richiedente mentre il saldo è chiesto, da tutti i soggetti che hanno fatto domanda, questi ultimi (nell’importo del saldo chiesto) si vedrebbero decurtata la quota parte di acconto pagata al solo richiedente.
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Il conto corrente sul quale fare il bonifico del contributo, o di una sua quota parte, deve essere intestato o almeno cointestato al beneficiario.

Il modello di rendicontazione deve essere firmato in ogni pagina dal richiedente (o dai richiedenti se sono più di uno) e dal Direttore Lavori (unitamente al timbro d’iscrizione all’Albo professionale di appartenenza).

Quando ( termini per la presentazione della rendicontazione ):

E’ stato chiarito che i 60 giorni dal termine per l’effettuazione dei lavori per la presentazione del Modello E decorrono dalla data massima teorica di 21 o 27 mesi dall’inizio dei lavori (oltre alle eventuali proroghe concesse) indipendentemente dalla data di ultimazione effettiva degli stessi.

Punto 1) del Modello:

La fine dei lavori
 
 
DICHIARA

[1] (Caso A) – NEL CASO DI OPERE GIÀ COMPLETAMENTE ULTIMATE:

che le opere ammesse a contributo sono state tutte regolarmente ultimate in data __-__-_____ come da comunicazione di fine lavori depositata presso il comune di competenza

oppure (in alternativa:)

(Caso B) – NEL CASO DI OPE
RE ANCORA IN FASE DI REALIZZAZIONE:

che sono state realizzate le opere descritte nell’allegata relazione “che dimostri l’effettiva consistenza e natura dei lavori eseguiti nonché l’idoneità degli stessi a consentire l’utilizzo dell’immobile” [vedasi nota 1] per un importo almeno pari alla spesa ammessa

 
 
  
Entro quando vanno finiti i lavori(possibilità di proroga in caso di comprovata difficoltà a reperire imprese per l’esecuzione di tutte le opere nei termini di 21 o 27 mesi)

La delibera di Giunta n. 80 del 22/01/2010 ha inserito la possibilità che il richiedente possa chiedere una proroga fino a un massimo di ulteriori 9 mesi in caso di comprovata difficoltà a reperire imprese per l’esecuzione di tutte le opere nei termini di 21 o 27 mesi.
La richiesta di proroga dovrà essere accompagnata da una dichiarazione del richiedente che indichi alternativamente:
a) di aver effettuato la ricerca tra almeno 3 ditte ritenute idonee, da indicarsi nominativamente, che non sono disponibili per impegni precedentemente assunti;
b) di aver individuato ditte idonee disponibili ad effettuare gli interventi ma non entro i termini assegnati, causa precedenti impegni assunti: in tal caso, la dichiarazione dovrà essere controfirmata anche dalla ditta.
 
 
 
Nella norma (la stima lavori è d’importo = all’importo dei lavori dichiarati nella DIA/Concessione)
Spesa dichiarata per lavori
 
 
 
€ 39.611,00
Spesa ammessa (è il < valore tra la spesa lavori e il limite max consentito per lavori, in questo caso € 100.000,00 * ):
 
 
€ 39.611,00
può essere chiesta l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito tutti i lavori
 
Rendiconta  
€ 39.611,00
 
 
 
 
come si dimostra:
 
 
 
 
presentando copia della fine lavori depositata presso il comune competente per territorio (la DIA/Concessione deve essere chiusa):
non c’è differenza tra l’importo rendicontato e la spesa lavori dichiarata.
 
(Le eventuali varianti presentate non hanno stralciato lavori).
 
La delibera della Giunta provinciale n. 80 del 22.01.2010 ha introdotto i seguenti casi:

Caso 1
(la stima lavori può essere d’importo < o = all’importo dei lavori dichiarati nella DIA/Concessione)
Spesa dichiarata per lavori
 
 
 
 
€ 172.810,00
Spesa ammessa (è il < valore tra la spesa lavori e il limite max consentito per lavori, in questo caso € 100.000,00):
 
 
 € 100.000,00
può essere chiesta l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito lavori per un importo almeno pari alla spesa ammessa:
 
 Rendiconta  
€ 100.744,94
 
 
 
 
come si dimostra:
 
 
 
 
presentando copia della fine lavori depositata presso il comune competente per territorio (la DIA/Concessione deve essere chiusa):
la differenza tra l’importo rendicontato e la spesa lavori dichiarata (pari a € 72.065,06) sarà giustificata da:
1)     una variante di stralcio di alcuni lavori (tale situazione verrà certificata dal tecnico in sede di dichiarazione relativa alle varianti),
2)     da un’economia di spesa (tale situazione dovrà essere specificatamente dichiarata dal tecnico in sede di presentazione della rendicontazione solo qualora la differenza sia > € 1.000,00),
3)      se il Comune non richiede la variante di stralcio per i minori lavori autorizzati ciò deve essere espressamente dichiarato dal tecnico in sede di presentazione della rendicontazione.
 
Caso 2 (la stima lavori può essere d’importo < o = all’importo dei lavori dichiarati nella DIA/Concessione)
Spesa dichiarata per lavori
 
 
 
 
 
€ 194.158,43
Spesa ammessa (è il < valore tra la spesa lavori e il limite max consentito per lavori, in questo caso € 100.000,00):
 
 
 
 € 100.000,00
può essere chiesta l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito lavori per un importo almeno pari alla spesa ammessa:
  
Rendiconta  
€ 103.745,40
 
 
 
 
come si dimostra:
 
 
 
 
presentando una dettagliata relazione, redatta dal Direttore lavori e controfirmata dal richiedente, contenente una descrizione dell'immobile e dei lavori di cui alla DIA/Concessione n. _______ del _________ (se la stima di massima dei lavori allegata alla domanda di contributo fa riferimento a una parte dei lavori della DIA/Concessione deve essere specificato), lo stato di fatto dell'immobile e l'effettiva consistenza e natura dei lavori eseguiti (con allegata documentazione fotografica che dimostri lo stato prima / dopo i lavori); nella relazione deve essere fatta espressa menzione che i lavori autorizzati nella DIA/Concessione non sono stati tutti ultimati specificando se i lavori fin qui svolti siano idonei a consentire l'utilizzo dell'immobile.
 
Caso 3 (la stima lavori è d’importo = all’importo dei lavori dichiarati nella DIA/Concessione)
Spesa dichiarata per lavori
 
 
 
 
 
€ 63.219,14
Spesa ammessa (è il < valore tra la spesa lavori e il limite max consentito per lavori, in questo caso € 200.000,00 * ):
 
 
  
€ 63.219,14
può essere chiesta l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito lavori per un importo almeno pari alla spesa ammessa:
 
Rendiconta  
€ 21.162,32
 
 
 
 
come si dimostra:
 
 
 
 
presentando copia della fine lavori depositata presso il comune competente per territorio (la DIA/Concessione deve essere chiusa):
la differenza tra l’importo rendicontato e la spesa lavori dichiarata che coincide con la spesa ammessa (pari a € 42.056,82) sarà giustificata da:
1)    una variante di stralcio di alcuni lavori (tale situazione verrà certificata dal tecnico in sede di dichiarazione relativa alle varianti),
2)    da un’economia di spesa (tale situazione dovrà essere specificatamente dichiarata dal tecnico in sede di presentazione della rendicontazione solo qualora la differenza sia > € 1.000,00),
3)    se il Comune non richiede la variante di stralcio per i minori lavori autorizzati ciò deve essere espressamente dichiarato dal tecnico in sede di presentazione della rendicontazione.
 
Caso 4 (la stima lavori è d’importo < all’importo dei lavori dichiarati nella DIA/Concessione)
Spesa dichiarata per lavori
 
 
 
 

€ 52.800,00
Spesa ammessa (è il < valore tra la spesa lavori e il limite max consentito per lavori, in questo caso € 100.000,00):
 
 
 
€ 52.800,00
può essere chiesta l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito lavori per un importo almeno pari alla spesa ammessa:
 
Rendiconta  
€ 52.800,00
 
 
 
 
come si dimostra:
 
 
 
 
Si distinguono due casi:
 
1) presentando copia della fine lavori depositata presso il comune competente per territorio (la DIA/Concessione deve essere chiusa): la differenza tra l’importo rendicontato coincidente, in questo caso, con la spesa lavori dichiarata e la spesa ammessa ma < ai lavori autorizzati ( pari a € xx.xxx,xx dato non disponibile ) sarà giustificata:
- da una variante di stralcio di alcuni lavori (tale situazione verrà certificata dal tecnico in sede di dichiarazione relativa alle varianti),
NOTA.- se il Comune non richiede la variante di stralcio per i minori lavori autorizzati ciò deve essere espressamente dichiarato dal tecnico in sede di presentazione della rendicontazione.
 
2) presentando una dettagliata relazione, redatta dal Direttore lavori e controfirmata dal richiedente, contenente una descrizione dell'immobile e dei lavori di cui alla DIA/Concessione n. _______ del _________ (specificando che la stima di massima dei lavori allegata alla domanda di contributo fa riferimento a una sola parte dei lavori della DIA/Concessione), lo stato di fatto dell'immobile e l'effettiva consistenza e natura dei lavori eseguiti (con allegata documentazione fotografica che dimostri lo stato prima / dopo i lavori); nella relazione deve essere fatta espressa menzione che i lavori autorizzati nella DIA/Concessione non sono stati tutti ultimati specificando se i lavori fin qui svolti siano idonei a consentire l'utilizzo dell'immobile.
 
 ( * ) gli importi degli esempi riportati sono tutti riferiti a dati reali

Punto 2) del Modello:
 
 
ed inoltre:
2) che le opere realizzate sono conformi alla concessione edilizia/DIA n. ___________ di data_______ nonché alle successive varianti n.___________________ di data _________________

 
 
Vanno indicati gli estremi della DIA/Concessione che ha autorizzato i lavori nonché le relative varianti.
 
25/06/2010 commenti (0)

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3) che per la realizzazione delle opere, dimostrabile dalla documentazione fiscale in proprio possesso ed indicate nel prospetto che segue, è stata sostenuta una spesa per i seguenti importi [vedasi nota 2]:
euro ________________ IVA inclusa per lavori
euro ________________ IVA inclusa per spese tecniche

[nota 2] nel caso in cui sia rendicontata una spesa inferiore alla spesa ammessa il contributo verrà proporzionalmente rideterminato
 
 
Vanno indicati distintamente gli importi complessivi delle spese per lavori e delle spese tecniche.
Questo perché le spese tecniche sono riconosciute in % sulla spesa ammessa per lavori e a questa si sommano:
spesa ammessa per lavori: € 100.000,00
% spese tecniche riconosciute: 3% della spesa ammessa, per cui si avrà € 100.000,00 x 3% = € 3.000,00
Spesa ammessa lavori € 100.000,00 (posso rendicontare fino a € 100.000,00 di lavori)
+ spese tecniche riconosciute € 3.000,00 (posso rendicontare fino a € 3.000,00 di spese  tecniche)
= totale imponibile € 103.000,00 sul quale calcolo il contributo (30 o 35% secondo i casi)
 
Le spese tecniche rendicontabili sono solo quelle di progettazione riconosciute: rimangono escluse le spese di direzione lavori, per accatastamenti, rilievi geologici ecc. nonché i contributi versati per la Cassa Nazionale Previdenza.

e a seguire:

la rendicontazione delle fatture:


Le fatture devono avere data successiva all’inizio lavori.
Se le fatture sono antecedenti la data di inizio lavori e riguardano acconti le stesse vanno riportate nella fattura del saldo come segue:

Domanda di contributo CUI XXXXXXXX - Inizio lavori 15.06.2009

Fattura n. 56 del 25.07.09 importo lavori  € 56.000,00
- 1° acconto fatt. n. 2 del 05.05.09             € 10.000,00 cro 1° acconto
- 2° acconto fatt. n. 25 del 01.06.09           € 10.000,00 cro 2° acconto
= a saldo                                                       € 36.000,00 cro saldo

Nella rendicontazione si avrà:
fattura n. 56 del 25.07.09                            € 10.000,00 cro 1° acconto
fattura n. 56 del 25.07.09                            € 10.000,00 cro 2° acconto
fattura n. 56 del 25.07.09                            € 36.000,00 cro saldo
totale lavori                                                   € 56.000,00

 
Possono essere rendicontati i lavori e non gli arredi.

Per arredi si intendono: le tende da sole, le stufe, e in generale tutto il contenuto dell’abitazione quali mobili e simili ovvero parti esterne all’edificio quali portabiciclette ecc..

Nel caso che la fornitura sia divisa dalla posa in opera, i materiali acquistati che necessitano di un lavoro per la loro installazione sono comunque considerati lavori: rientra ad esempio l’acquisto di un lavandino per il bagno incassato in un mobiletto ovvero di faretti da inserire in una parete in cartongesso; sono tutti elementi che necessitano di un lavoro (o che comunque fanno parte di un lavoro) per la loro messa in opera e quindi possono essere rendicontati.

Eccezione a questo criterio è costituita dalle stufe a olle che sono considerate arredo nonostante comportino un lavoro per la loro installazione!
 
 
Le sole spese ammissibili a rendicontazione sono quelle “ammesse” a contributo: si possono avere delle variazioni quali maggiori o minori quantità, lavori diversi nel materiale ma non nella sostanza (tipo idropittura murale anziché pittura ai polimeri) ma non si possono rendicontare lavori non previsti.

Le eventuali “economie di spesa” possono essere utilizzate solo per coprire eventuali maggiori costi dovuti ad aumento delle quantità o al diverso materiale ma non per coprire altri lavori anche se conseguenti a varianti ammesse. In quest’ultimo caso il contributo andrà rideterminato.
 

Nel caso di sostituti d’imposta, obbligati a trattenere somme di spettanza dello Stato, da riversare poi nelle casse dello stesso con il Mod. F24 (rivalsa), vanno indicati gli importi sui quali è stata applicata la ritenuta e la sua aliquota in modo da giustificare il minor importo pagato alla ditta e/o al professionista.

Imponibile

10.000,00

  trattenuta ritenuta di acconto del 4% sull’imponibile per un importo pari a € 400,00 versata allo Stato con Mod. F24. 

Iva

1.000,00


La delibera di Giunta n. 80 del 22/01/2010 ha inserito la possibilità di pagare l’impresa e il professionista anche con un assegno intestato e non trasferibile, a condizione che sia prodotta copia della fattura quietanzata: deve essere indicato “pagata con assegno con l’indicazione degli estremi dell’assegno” con il quale è stato effettuato il pagamento.

Pagamento con bonifico: cos’è il numero di C.R.O. e come ottenerlo
Il numero di C.R.O. (codice riferimento operazione) è un codice univoco composto da 11 cifre che identifica il bonifico bancario.

Tale numero è fornito direttamente dalla propria banca e, se non indicato nella ricevuta, dovrà essere richiesto alla banca stessa.

Il numero di C.R.O. è visibile solo per i bonifici disposti a favore di un conto presso un'altra banca. In questo caso, in assenza di C.R.O., il richiedente deve allegare al Modello E copia della fattura e del relativo bonifico.

Qualora si utilizzi il servizio di home banking la ricevuta del bonifico e/o il numero di C.R.O. devono essere richiesti alla banca stessa.

Due esempi di ricevute di bonifici bancari del gruppo Unicredit e della Cassa Rurale di Trento:
. - CASSA del TRENTINO
25/06/2010 commenti (0)

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3) nel caso di interventi che sono andati ad incidere sul rendimento energetico dell’edificio:

- è stata redatta apposita relazione, a firma di un tecnico incaricato, di certificazione del miglioramento energetico rispetto alla situazione esistente per la seguente entità: __________________________ nella seguente modalità:

  • certificazione energetica di cui al D. Lgs. 192/2005 sottoscritta da tecnico abilitato
  • relazione del Direttore dei Lavori

- hanno determinato il miglioramento di almeno 2 classi energetiche, da classe_______ a classe ______
 


Interventi riguardanti l’isolamento dell’edificio o interventi di sostituzione degli impianti comportanti un miglioramento energetico rispetto alla situazione esistente:

Si riporta quanto disposto dal punto 4, quarto alinea, dell’Allegato 1 della delibera della Giunta Provinciale n. 814/09 del 09/04/2009 e ss.mm.ii.: “Gli interventi che vanno ad incidere sull’isolamento dell’edificio (in particolare finestre, tetti, pareti, solai, impianti) ancorché non comportino la variazione di categoria energetica, devono essere comunque realizzati con il fine di migliorare le condizioni energetiche dell’edificio su cui si interviene. A tal fine il tecnico incaricato deve redigere una relazione nella quale certifica tale miglioramento energetico rispetto alla situazione esistente, dichiarandone l’entità. L’avvenuta redazione della relazione deve essere dichiarata al momento della richiesta di erogazione del saldo del finanziamento. La mancata redazione della relazione o la non veridicità della stessa, rilevata in sede di controllo di cui al punto 16, determina la decadenza dal contributo concesso.

Visto il disposto della delibera di G.P. riportata sopra in stralcio, per permettere a Cassa del Trentino S.p.a. di liquidare il contributo, con il Modello E di rendicontazione della spesa bisogna anche presentare:
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio (sottoscritta alla presenza del funzionario addetto o sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore) con la quale il richiedente attesti che l'intervento oggetto della domanda di finanziamento non va ad incidere sull'isolamento dell'edificio
ovvero, nel caso l’intervento vada ad incidere sull’isolamento dell’edificio (in particolare finestre, tetti, pareti, solai, impianti):
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio (sottoscritta alla presenza del funzionario addetto o sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore) con la quale il richiedente attesti che è stata redatta apposita relazione (*), a firma di un tecnico incaricato, di miglioramento energetico rispetto alla situazione esistente per la seguente entità: __________________ e, se ricorre il caso, che l'intervento ha determinato il miglioramento di almeno 2 classi energetiche, da classe _______ a classe _______
 
(*) NOTA.- va specificato se la relazione del miglioramento energetico è fatta nelle forme della certificazione ai sensi del D.Lgs. N. 192/2005

Punto 5) del Modello:
  
 
4) di aver preso visione dell'informativa ai sensi del D.Lgs. 196/2003 art. 13
 
 
Fa riferimento alla normativa sulla privacy.
 
al Modello:
 

- documentazione fotografica dei lavori svolti (da allegare sempre);

 
Al Modello E (rendicontazione della spesa e domanda di erogazione del contributo) è necessario allegare la documentazione fotografica dei lavori svolti.

La stessa, deve:
 
a) essere presentata a colori,
 
b) riprendere gli stessi punti fotografati nella domanda iniziale in modo da riprodurre l'edificio e/o il particolare prima e dopo il lavoro (stato di raffronto); se sono disponibili, allegare anche le foto dei lavori in corso (stato durante),
   
c) i serramenti devono essere fotografati con gli scuri aperti e da una distanza ravvicinata,
   
d) i tetti devono essere fotografati dalla stessa angolatura fotografata nella domanda iniziale in modo da poter confrontare il prima e il dopo (stato di raffronto); se sono disponibili, allegare anche le foto dei lavori in corso (stato durante) e/o le foto del sottotetto se l'intervento non ha riguardato solo il manto di copertura.
 
 
- allegato “cointestatari” (da allegare nel caso di più comproprietari);
 
 
Deve essere compilato qualora la domanda sia stata sottoscritta da più comproprietari.
 
 
-    relazione sottoscritta dal tecnico e dal beneficiario (da allegare nel caso di opere di importo superiore alla spesa ammessa realizzate per un importo almeno pari alla spesa ammessa che dimostri l’effettiva consistenza e natura dei lavori eseguiti nonché l’idoneità degli stessi a consentire l’utilizzo dell’immobile)
 
 
 
 
La relazione va presentata solo nei casi in cui il richiedente voglia chiedere l’erogazione del saldo dimostrando di aver eseguito lavori per un importo almeno pari alla spesa ammessa (ha dichiarato che faceva lavori per Euro 150.000,00, spesa ammessa Euro 100.000,00 rendiconta a Euro 100.000,00 – Caso 2 della Guida) o tutti i lavori previsti nella stima ma dove il titolo abilitativo (DIA/Concessione) rimane aperto per altre opere non chieste a contributo (ha dichiarato che faceva lavori per Euro 45.000,00, spesa ammessa Euro 45.000,00, rendiconta Euro 45.000,00 ma il titolo DIA/Concessione rimane aperto per altre opere non chieste a contributo – Caso 4 della Guida).

Per un approfondimento vedi la schematizzazione fatta per il punto 1) del Modello.
 
 
copia degli elaborati progettuali relativi ad eventuali varianti al progetto originario (da allegare nel caso di interventi su edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo ricadenti nei centri storici, come classificati nei Piani regolatori generali)

 
Le varianti ai progetti che si riferiscono ai Modelli B2 e C sono soggette al parere del servizio urbanistica.

Nelle varianti vanno elencate anche quelle in sanatoria.
Per gli interventi su edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo ricadenti nei centri storici va allegata anche:
- la copia della concessione in sanatoria e
- i relativi elaborati progettuali.


La delibera di Giunta n. 80 del 22/01/2010 ha introdotto l’ipotesi del silenzio-assenso: qualora il parere del servizio urbanistica sulle varianti non sia rilasciato entro 30 giorni dal ricevimento da parte del servizio degli elaborati progettuali da parte di Cassa del Trentino S.p.a. lo stesso si intenderà tacitamente rilasciato in senso favorevole.


Le varianti vanno presentate a Cassa del Trentino Spa solo al momento di presentazione della rendicontazione (in allegato al Modello E).
 
 
08/07/2010 commenti (0)
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